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L'uomo occidentale visto da un maestro che non c'è più
post pubblicato in diario, il 12 settembre 2008


"L'attuale, diffusa indifferenza verso quel che sta succedendo agli afghani, ma in verità - senza che ce ne accorgiamo - anche a noi stessi, ha radici profonde. Anni di sfrenato materialismo hanno ridotto e marginalizzato il ruolo della morale nella vita della gente, facendo di valori come il danaro, il successo e il tornaconto personale il solo metro di giudizio. Senza tempo per fermarsi a riflettere, preso sempre più nell'ingranaggio di una vita altamente competitiva che lascia sempre meno spazio al privato, l'uomo del benessere e dei consumi ha come perso la sua capacità di commuoversi e di indignarsi. E' tutto concentrato su di sé, non ha occhi né cuore per quel che gli succede intorno.
E' questo nuovo tipo di uomo occidentale, cinico e insensibile, egoista e politicamente corretto - qualunque sia la politica -, prodotto della nostra società di sviluppo e ricchezza, che oggi mi fa paura quanto l'uomo col Kalashnikov e l'aria da grande tagliagole che ora è ad ogni angolo di strada a Kabul.I due si equivalgono, sono esempi diversi dello stesso fenomeno: quello dell'uomo che dimentica di avere una coscienza, che non ha chiaro il suo ruolo nell'universo e diventa il più distruttivo di tutti gli esseri viventi, ora inquinando le acque della terra, ora tagliandone le foreste, uccidendone gli animali ed usando sempre più sofisticate forme di varia violenza contro tutti i suoi simili"

Tiziano Terzani, "Lettere contro la guerra"



permalink | inviato da Eva Kant e Diabolik il 12/9/2008 alle 11:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa
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